Incastonati in un ambiente decisamente suggestivo ci sono gli eremi d’Abruzzo: espressione della spiritualità, in luoghi solitari, dove è possibile rigenerare il corpo e la mente godendo della natura circostante.
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Parco Lavino
Parco Lavino
Nel 1987 la Regione Abruzzo ha istituito il Parco delle sorgenti sulfuree del Lavino, nei pressi di Scafa (PE). Con un’estensione di circa 40 ettari, ospita svariate specie faunistiche, ittiche e vegetali. La tipica e suggestiva colorazione azzurro-turchese delle acque è dovuta alla presenza dei fosfati disciolti.
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Duomo di San Valentino in Abruzzo Citeriore
Duomo di San Valentino in Abruzzo Citeriore
Il borgo di San Valentino in Abruzzo Citeriore domina la valle del fiume Pescara e sorge nel comprensorio montano della Majella e del Morrone. Il centro abitato di San Valentino in Abruzzo si sviluppa intorno al nucleo storico originario al cui interno domina il castello, risalente alla fondazione del paese (1006). Una parte del territorio del borgo è caratterizzata da gradinate che si aprono in suggestivi slarghi, caratteristici del Sei-Settecento, e si sviluppano attorno alle chiese, ai palazzi e alle case storiche.
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Eremo di Santo Spirito a Majella
Eremo di Santo Spirito a Majella
L´eremo di Santo Spirito è uno dei luoghi di culto più importanti della Majella. L´edificio risale a prima del mille e qui dimorarono importanti figure religiose come Papa Vittore III, nel 1053. Ma fu Pietro da Morrone che, alla metà del XIII secolo, riscoperse il luogo ascetico ristrutturando l´edificio e stabilendosi qui con alcuni eremiti. Oggi sono in corso nuove ristrutturazioni che hanno comunque salvato il complesso monastico. Al suo interno è ancora percorribile la "Scala Santa" che conduce a due balconate rocciose dove, con ogni probabilità, restavano in preghiera i monaci. Sotto la chiesa si può poi visitare la grotta dove vissero i primi eremiti e sulla quale fu edificato il monastero.
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Eremo di San Bartolomeo in Legio
Eremo di San Bartolomeo in Legio
L’Eremo di San Bartolomeo in Legio, è posto sopra uno sperone roccioso nel comune di Roccamorice, nella Majella. L’Eremo è stato oggetto di restauro nel 1250 da parte di Pietro da Morrone, futuro Papa Celestino V. L’accesso all’Eremo può avvenire attraverso quattro differenti scale tutte scavate nella roccia. La nicchia dell’altare all’interno, ospita una statua di San Bartolomeo.
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Cascate di Lejo Cusano
Cascate di Lejo Cusano
Per raggiungere queste splendide (e ancora poco conosciute) cascate, non esiste un sentiero segnalato ma comunque è difficile sbagliarsi. Basta impostare “Cascate di Lejo” sul navigatore e arriverete direttamente nei pressi di un campo di ulivi che, attraverso un sentiero visibilmente già battuto, vi condurrà al Torrente Capo La Vena. Qui, girando a destra, inizia l’avventura: si procede tra le rocce fino ad una piccola vasca naturale da attraversare immersi in acqua fino a 140 cm. Poco dietro le rocce, vedrete la cascata di Cusano, in tutto il suo splendore.
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Eremo di San Giovanni all’Orfento Caramanico Terme
Eremo di San Giovanni all’Orfento Caramanico Terme
L’Eremo di San Giovanni all’Orfento si trova lungo la valle dell’Orfento, nel comune di Caramanico Terme. E’ uno dei luoghi sacri più “inaccessibili” fra gli Eremi d’Abruzzo. Vi si accede, previa autorizzazione del Corpo Forestale di Caramanico (permesso gratuito), attraversando una faggeta verso la Valle dell’Orfento.
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Borgo di Pacentro
Borgo di Pacentro
Nel circuito dei Borghi più Belli d’Italia, a 690 metri di quota, il borgo di Pacentro si alza panoramico con le sue torri alle pendici della Montagna del Morrone. Svetta sul paese il magnifico Castello dei Cantelmo, XV secolo, con tre slanciate torri quadrilatere e torrioni cilindrici sui resti della cinta muraria.
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Eremo di Sant'Onofrio al Morrone
Eremo di Sant'Onofrio al Morrone
L’Eremo di Sant’Onofrio al Morrone è situato alle pendici del Monte Morrone, nei pressi di Sulmona. E’ un edificio religioso risalente al XIII secolo che custodisce la memoria del frate eremita che vi abitò fino a divenire Papa nel 1294, Pietro da Morrone (Papa Celestino V), canonizzato poi nel 1313. E’ posto alla quota di 620 m s.l.m. ed è monumento nazionale dal 1902