Consorzio Tutela Vini D’Abruzzo (0) Vitigni Piwi, parte la sperimentazione su 18 varietà in Abruzzo
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Testare i vitigni resistenti in Abruzzo, mettendoli a confronto con quelli autoctoni. È questo il cuore del progetto sperimentale sui vitigni Piwi, presentato dalla docente dell’istituto tecnico agrario Ridolfi-Zimarino di Scerni (Chieti), Ombretta Mercurio. A febbraio scorso sono state stipulate due convenzioni, di durata quinquennale con  il Consorzio di Tutela Vini finalizzate alla verifica delle qualità viticole-enologiche dei Piwi. Il progetto che vede come partner l’Istituto Omnicomprensivo “Ridolfi-Zimarino”, il Consorzio, la Federazione Regionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali dell’Abruzzo, l’Associazione Assoenologi Abruzzo – Molise, il Collegio Interprovinciale dei Periti Agrari Laureati di Chieti-L’Aquila, i Vivai Cooperativi Rauscedo e CIVIT – Consorzio Innovazione Vite Soc. Cons. a r.l., ha visto l’individuazione di un campo aperto nel quale inserire i vitigni resistenti derivanti da miglioramento genetico ed attualmente ancora in corso di registrazione – “vitigni autoctoni resistenti”. L’attenzione del progetto si è focalizzata su 18 varietà resistenti, non geneticamente modificate, già iscritte nel registro nazionale. Se la sperimentazione darà esiti positivi potranno essere inseriti nel registro regionale.

La prima fase del progetto si è concentrata sulla scelta della forma di allevamento, spalliera – cortina semplice e del sesto di impianto: (2,7 x 1,25) m. A maggio è stato realizzato l’impianto. Le prossime fasi consisteranno nella gestione ordinaria del vigneto per 2 anni e dal terzo anno si procederà con la rilevazione dei parametri agronomici, e di quelli enologici, con microvinificazioni. Quindi si procederà allo studio nel medio termine e nelle condizioni di pieno campo di alcuni “vitigni resistenti” per consentire la valutazione delle stesse ai fini di un eventuale inserimento/iscrizione nell’Elenco regionale delle varietà “idonee alla coltivazione”.

La sperimentazione di varietà resistenti e la loro eventuale introduzione a seguito di valutazione positiva delle stesse, potrà contribuire a migliorare la qualità dei vini abruzzesi e garantire produzioni costanti nel tempo, contribuendo in tal modo anche al rafforzamento della competitività del sistema imprenditoriale agricolo, agroalimentare e agroindustriale regionale.